venerdì 20 maggio 2011

Rivoluzione delle acampadas

Il Movimento degli indignati si diffonde in Europa e la protesta per un futuro che non c’è avanza. I manifestanti riuniti nella Plaza del Sol di Madrid sono in continuo aumento e questa sarà l’ultima notte di proteste prima delle elezioni regionali e municipali previste per il 22 maggio. Tutto è cominciato con la grande manifestazione del 15 maggio (soprannominata del 15-M) e a macchia d’olio le proteste si sono diffuse in una cinquantina di città spagnole, fino a coinvolgere circa 130mila persone in tutto il Paese. Un movimento variegato quello che affolla le piazze e le strade di tutta la Spagna: giovani, anziani, lavoratori e studenti diffondono slogan dal sapore tipicamente francese. Il principale è “Toma la Calle” ovvero, “presa della Bastiglia”. Il manifesto della protesta è stato tradotto in diverse lingue e in pochissimo tempo ha fatto il giro dell’Europa. La parola chiave è democrazia: vengono rivendicati i diritti fondamentali di ogni individuo ritenuti più importanti di qualsiasi ricchezza materiale. Canale preferenziale della protesta spagnola, ribattezzata anche “PlazaSOLucion” in riferimento al ruolo centrale che la piazza sta avendo per questo movimento, sono stati da subito i social network e i blog dei giovani spagnoli. Ci si stupisce per la massiccia partecipazione al movimento di protesta e la si descrive come pacifica: nessuno si aspettava un risultato del genere. Madrid come piazza Tahir, soprattutto dal punto vista della comunicazione multimediale: la protesta si segue giorno per giorno e in streaming è possibile trovare la diretta dalla Plaza del Sol. La pagina Facebook conta 239mila iscritti. I fotografi lavorano a pieno regime e il web diventa il contenitore principale per riversare tutto il materiale raccolto. Una storia raccontata soprattutto per immagini, e forse in questo caso, è questo il miglior "mezzo" per raccontare.

sabato 9 aprile 2011