mercoledì 1 luglio 2009

Pensieri, parole, opere. E omissioni

Politica e cronaca. Una cosa sola a volte, e ciò che è successo a Viareggio ne è l'ennesima riprova. Un cedimento strutturale,causato probabilmente dalla ruggine, provoca 17 vittime innocenti e numerosi feriti gravi. Tragica fatalità? Non sono d'accordo. E penso che siano in tanti a non esserlo. Ecco allora che appena si preannuncia una tale conclusione, il mondo della politica corre ai ripari, si mobilita con veemenza per tentare di ricucire la falla che rischia di minare posizioni e ruoli. Il caso di Viareggio è solo l'ultimo in agenda, ma la testimonianza di tale atteggiamento la si riscontra nella maggior parte dei problemi che l'Italia si è ritrovata, suo malgrado, a dover affrontare in questi ultimi mesi. A prescindere dal settore che si prende in esame, questo modo di fare (che si traduce in "incapacità di governare"), di non agire e di rimandare a giorni migliori o di agire solo per proprio tornaconto personale (basta guardare ciò che sta accadendo in Abruzzo in vista del G8)sta emergendo, e la protesta dei viareggini ne è una prova incontrovertibile. Chissà che qualcuno in questo Paese malato di corruzione, illeciti e bella vita ad ogni costo, non si stia accorgendo che qualcosa non va, che le parole non bastano più, che ciò che vogliono sono i fatti e che soprattutto vogliono sapere come stanno le cose, stanchi di ascoltare favolette e barzellette ripetute come un disco rotto. Se questa porzione d'Italia c'è, non penso che si riveda in un'opposizione che più passano i giorni, più si rivela per quella che è: divisa da uno scontro non sano, priva di idee concrete, isolata nei suoi affari più privati (il congresso si avvicina!)e non curante di ciò che invece accade nel pubblico. Tanti pensieri e tante parole, anche dal PD. E delle opere nemmeno l'ombra, di quella concretezza che tanto avevano osannato i padri fondatori agli albori del nuovo partito, non c'è traccia. Così tutto tace, poco trapela da una parte e dall'altra. Una politica vuota che infierisce in un Paese stanco, provato dalla crisi e dai dolorosi fatti di cronaca senza capire che il bicchiere è colmo, o poco ci manca. Prossimo appuntamento caldo al G8 dell'Aquila. Proprio non ci voleva, soprattutto visti i precedenti. Però ci sarà e sarà proprio lì dove, in questo momento, il risentimento e la delusione sono più forti e palpabili. Non mancheranno pensieri, parole, opere e omissioni. Poi da chi partiranno, a chi saranno rivolte, a cosa porteranno è una storia ancora da scrivere.

sabato 27 giugno 2009

Lezioni di stile

27-06-2009. Giornata difficile un pò per tutti. Silvio Berlusconi si rimangia le affermazioni del giorno prima, Ahmadinejad se la prende contro tutti coloro che osano accusarlo, Michael Jackson sembra non essere morto di infarto e il PD pare non essere il partito unico che voleva farci credere. Politica ed economia sempre più deboli e perdenti. Poi invece c'è chi una giornata difficile, riesce a trasformarla in qualcosa di positivo, chi riesce nonostante le difficoltà, ad esprimersi con il massimo dell'impegno ottenendo un ottimo risultato, un trionfo. Si tratta di Federica Pellegrini (oggi record del mondo nel 400 stile libero ai Giochi del Mediterraneo), di Valentino Rossi (giunto alla sua centesima vincita), di Francesca Schiavone (qualificata agli ottavi di finale di Wimbledon),e come loro tanti altri ragazzi e ragazze sono stati in grado di superare ostacoli e abbattere le difficoltà. Tutte qualità che troppo spesso vengono sottovalutate, che vengono date per scontato da una classe dirigente che dovrebbe solo chinare il capo e ammettere di non riuscire a fare quello che questi sportivi invece fanno. Settori diversi, ma se ci pensate, identici obiettivi. Ogni tanto guardare al mondo dello sport aiuta, insegna e ci migliora. Tenere duro, non perdere la lucidità nonostante le difficoltà, provare a reagire anche quando tutto sembra ormai perso. E poi il rispetto, la sana competizione, la lealtà nei confronti dell'avversario, tutte caratteristiche che alla politica mancano da parecchio tempo. In questi giorni l'argomento più dibattutto è quello dei giovani e del loro ruolo nel mondo della politica. Ebbene, il problema non è solo il nuovo o il vecchio, il giovane alle prime armi o l'anziano di veterana esperienza. Il problema è trovare chi alla politica si rapporta come Federica Pellegrini fa con l'acqua o come Valentino Rossi fa con la sua moto. La politica è uno strumento che bisogna saper governare nel miglior modo possibile, lo strumento democratico per eccellenza che deve avere come interesse ultimo la popolazione e tutte le sue esigenze. Se poi a realizzare questo ci penserà un giovane o un anziano, poco conta. Aspettiamo solo che qualcuno lo realizzi, che qualcuno dimostri un minimo di impegno e di interesse, che qualcuno batta un record. In positivo però.

mercoledì 24 giugno 2009

"Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un "vendicatore" capace di riparare torti e ingiustizie [...] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo". (Enzo Biagi)

Scrivo queste poche righe con il colore verde per esprimere la mia più totale solidarietà a tutti coloro che in questo momento si trovano immersi nella cruenta protesta di Teheran. La Cnn parla di "massacro", ma con i suoi occhi non può vedere nulla. Tutto ciò che noi sapremo o non sapremo è nelle mani di coraggiosi giovani e blogger che pur di ogni altra cosa desiderano solo 'riparare torti e ingiustizie' e permetterci di 'scoprire il mondo' grazie alle loro immagini filmate o fotografate nelle condizioni più estreme. Qui non c'è bisogno di tesserini o iscrizioni a chissà quale albo per dover essere considerati a tutti gli effetti un Giornalista con la G maiuscola. Non permettere all'Iran di prendere parte al G8 di Trieste è il minimo che un governo che si ritiene democratico potesse fare. Adesso (a Noi) resta da trovare il modo di 'riparare torti e ingiustizie', almeno se 'continuare a scoprire il mondo' ci interessa sul serio.

martedì 23 giugno 2009

Uscire dall'oscurità. Azione-reazione sarebbe un buon inizio

Tornata elettorale pre-estiva finita. Male un pò ovunque, non solo nel Bel Paese. Male perchè se da noi le elezioni sono sempre meno partecipative, a Teheran lo sono invece fin troppo, tanto da causare morte e sangue. In pochi ne parlano in questi termini, troppo presi dagli affari di un premier che in un modo o nell'altro riesce sempre a confondere, a depistare, ad annebbiare la vista di un elettorato svuotato e abbandonato, stretto nella morsa della sua crescente sfiducia. Eppure la crisi si fa sentire, l'Ue continua ad ammonirci in materia economica, l'Ocse critica il nostro sistema pensionistico e il Fisco scopre redditi nascosti per 13,7 miliardi di euro. E chi più ne ha più ne metta. Come se non bastasse poi, il tutto avviene già da troppo tempo, nella più totale indifferenza da parte del mondo della politica, quel settore che quasi sbeffeggia la crisi tanto è il disinteresse con cui la tratta. Che si parli di maggioranza o di opposizione, poco cambia purtroppo. Maggioranza impegnata a salvare Berlusconi dall'ultima inchiesta che lo vede interpretare il ruolo di protagonista (assieme a tanti altri è probabile) e opposizione in fieri da un anno, felice del risultato ottenuto alle amministrative (non si sono accorti che hanno solo riconfermato alcuni dei comuni e delle province che già erano sotto la loro giurisdizione?).Male, se si punta alla ripresa e malissimo se si guarda fuori dal Bel paese, dove la maggior parte dei quotidiani fa le nostre veci, quasi volessero aiutarci a buttare giù un sistema che solo noi non percepiamo come nefasto e pericoloso.La percezione che tutto vada bene non è reale. I dati parlano chiaro, le voci del coro aumentano, ma noi rimaniamo nella nostra posizione, fermi, sordi, incapaci di scegliere quale strada intraprendere. Questo nichilismo nel quale siamo intrappolati è uno dei dati più preoccupanti,un nichilismo che abbraccia tutti i settori, politico ed economico compresi. Uscirne si può certo, ma ci vuole un interesse di base che sembra proprio non essere neppure contemplato. Chi si è accorto che le cose non vanno, sembra intenzionato a partire verso mete più feconde. Del resto, come biasimare questa scelta. Giovani a spasso pur avendo curriculum di tutto rispetto, lavoratori privati del loro diritto insindacabile al lavoro, istruzione e sanità sempre più costose e intasate. Questo è lo spaccato dell'Italia che conta, che raccoglie la maggior parte della popolazione, quella gente comune che pochi considerano. Chi invece non rientra in questa fetta può permettersi una vita tutta diversa: feste al limite della legalità (diamo il beneficio del dubbio), ville su ville(che siano abusive è un dato trascurabile), lusso sfrenato a prescindere dalla propria presenza o meno in Parlamento (Brunetta bacchetta solo la gente comune). Capita, in Italia. Non capita più a Teheran, dove se ci sono stati dei brogli elettorali la gente fa sentire la propria voce, dove la democrazia è desiderata e voluta anche al prezzo della vita stessa, dove la paura di un ennesimo regime repressivo spinge la popolazione a compiere gesti disperati. Anche noi possiamo vantare lo stesso ardore? Noi al massimo accendiamo la tv e pensiamo: "Come ci dispiace per loro, menomale che qui in Italia si sta meglio". Male, anzi malissimo.
23 giugno 2009. Inizia l'attività di questo blog, nato da una irrefrenabile voglia di dire la propria, nel bene e nel male, senza alcun tipo di limite o censura. Il 23 giugno del 1969, esattamente 40 anni fa, usciva in edicola il primo numero de "Il Manifesto", quotidiano da cui tutti dovrebbero trarre ispirazione e insegnamento. Ciò non ha per forza a che fare con la loro posizione ideologica, che si è liberi di condividere o meno, ma piuttosto con un'organizzazione redazionale che punta sulla parità di status dei vari soggetti, dove i giornalisti sono editori di sé stessi. L'unica vera cooperativa giornalistica in Italia che rischia di scomparire, mentre anche solo per il suo 'stile di vita', andrebbe salvaguardata. Questo non succede, e va notato. Di questo e di molto altro sarà possibile discutere su questo blog, dove chiunque abbia voglia di "parlare" troverà una "penna" a sua disposizione. Io, di mio, porterò avanti temi a me affini, privilegiando la politica in tutte le sue forme. Voi avete piena libertà di commento, e anzi è proprio da voi che comincia il mio lavoro, dai vostri pareri e dalle vostre critiche. Speriamo che questo anniversario mi porti fortuna!!