Politica e cronaca. Una cosa sola a volte, e ciò che è successo a Viareggio ne è l'ennesima riprova. Un cedimento strutturale,causato probabilmente dalla ruggine, provoca 17 vittime innocenti e numerosi feriti gravi. Tragica fatalità? Non sono d'accordo. E penso che siano in tanti a non esserlo. Ecco allora che appena si preannuncia una tale conclusione, il mondo della politica corre ai ripari, si mobilita con veemenza per tentare di ricucire la falla che rischia di minare posizioni e ruoli. Il caso di Viareggio è solo l'ultimo in agenda, ma la testimonianza di tale atteggiamento la si riscontra nella maggior parte dei problemi che l'Italia si è ritrovata, suo malgrado, a dover affrontare in questi ultimi mesi. A prescindere dal settore che si prende in esame, questo modo di fare (che si traduce in "incapacità di governare"), di non agire e di rimandare a giorni migliori o di agire solo per proprio tornaconto personale (basta guardare ciò che sta accadendo in Abruzzo in vista del G8)sta emergendo, e la protesta dei viareggini ne è una prova incontrovertibile. Chissà che qualcuno in questo Paese malato di corruzione, illeciti e bella vita ad ogni costo, non si stia accorgendo che qualcosa non va, che le parole non bastano più, che ciò che vogliono sono i fatti e che soprattutto vogliono sapere come stanno le cose, stanchi di ascoltare favolette e barzellette ripetute come un disco rotto. Se questa porzione d'Italia c'è, non penso che si riveda in un'opposizione che più passano i giorni, più si rivela per quella che è: divisa da uno scontro non sano, priva di idee concrete, isolata nei suoi affari più privati (il congresso si avvicina!)e non curante di ciò che invece accade nel pubblico. Tanti pensieri e tante parole, anche dal PD. E delle opere nemmeno l'ombra, di quella concretezza che tanto avevano osannato i padri fondatori agli albori del nuovo partito, non c'è traccia. Così tutto tace, poco trapela da una parte e dall'altra. Una politica vuota che infierisce in un Paese stanco, provato dalla crisi e dai dolorosi fatti di cronaca senza capire che il bicchiere è colmo, o poco ci manca. Prossimo appuntamento caldo al G8 dell'Aquila. Proprio non ci voleva, soprattutto visti i precedenti. Però ci sarà e sarà proprio lì dove, in questo momento, il risentimento e la delusione sono più forti e palpabili. Non mancheranno pensieri, parole, opere e omissioni. Poi da chi partiranno, a chi saranno rivolte, a cosa porteranno è una storia ancora da scrivere.
mercoledì 1 luglio 2009
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